Dal flocking all'industry 4.0


Le strutture frattali fisiologiche, anche in virtù della loro ridondanza e irregolarità, sono piuttosto resistenti a eventuali danni.

Questa resilienza è ciò che serve alle organizzazioni nell'industry 4.0 per adattarsi e competere nel nuovo millennio: estremamente complesso, incerto, ambiguo e con continui cambiamenti dei punti di riferimento.

Dallo studio del comportamento natura degli animali, stormi di uccelli, banchi di pesce, batteri ecc. emerge il desiderio di trovare le regole semplici ce permettano di gestire e quindi prevedere il comportamento, apparentemente caotico, degli elementi semplici di un sistema interconnessi fra di loro.

Questi algoritmi possono essere applicati alle interazioni fra sistemi esperti; ma quando si estendono le interazioni alle persone, lo scenario cambia.

Ciò che si è capito è che la natura rivela una struttura contemporaneamente caotica e ordinata, semplice e complessa, deterministica e non, in base all'accuratezza e alla dimensione temporale della nostra analisi.

Senza il caos sembra non poter nascere nulla di nuovo. La vita stessa pare basarsi proprio su sistemi non-lineari: il battito cardiaco di una persona sana non ha periodicità costante, come si è sempre ritenuto; anzi, il battito cardiaco costante spesso preannuncia situazioni patologiche per l'individuo, come l'infarto. Ancora: la struttura dei polmoni, che è descrivibile solo in una geometria frattale, permette loro di contenere grandissimi volumi d'aria.

Una struttura emergente, da sola, non può garantire il giusto livello di resilienza, servono algoritmi ed applicazioni in grado di introdurre elementi di anti-fragilità individuale.

Un comportamento individuale non omogeneo permette di generare un effetto sistemico di continuo adattamento ed equilibrio dinamico che, in una dimensione temporale di medio termine, rende più forte e resiliente l'organizzazione.

Sono molte le applicazioni pratiche di questo approccio. 

Alcuni esempi: 

- il dimensionamento dei team e sulla ridondanza e variabilità delle competenze, culture e punti di vista delle persone in una organizzazione. Nell'organizzazione moderna, la diversità e l'eterogeneità rappresenta un "antidoto" contro i bias organizzativi che generano risposte ambientali al cambiamento limitate;

- la possibilità di generare iniziative progettuali ridondanti, che possono essere comparate, poter creare sharing di soluzioni, competenze ed apprendimento circolare;

- la creazione di "gilde" che si occupino di sviluppare temi "laterali" emergenti spontaneamente dalle persone dell'organizzazione. La possibilità di lavorare e sperimentare insieme agli altri su progetti che non sono direttamente orientati al prodotto.

Nei prossimi articoli approfondirò alcuni di questi punti portando esempi reali osservati nell'organizzazioni in cui lavoro.

Mi piacerebbe ricevere contributi, commenti ed innescare una conversazione su questo temo che mi sta molto a cuore.


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